Cibo

Il cibo è amato da tutti, e oggi è uno dei settori più redditizi non solo per le imprese che si occupano di ristorazione, ma anche per chi si occupa di fotografia, editoria e... arte! In principio, nel rinascimento, uno dei soggetti preferiti era la natura morta - così definita perché si consideravano “morti” quei fiori o frutti estratti dal loro habitat naturale e quindi recisi dai loro alberi - cesti di frutta variopinti elegantemente adagiati su un tavolo con intorno una luce spenta, opaca. Tradizione continuata anche dopo, quando soprattutto nell'arte fiamminga, si perfeziona la tecnica e la differente resa della luce, dei colori, e in particolare della profondità, fanno sembrare vivi gli elementi rappresentati, tanto che sembra di poterli toccare con mano.

Oggi, come viene rappresentato il cibo?

Innanzitutto nell'arte contemporanea è bene specificare che è cambiato il soggetto: non più composizioni, ma rappresentazione di un solo elemento che catalizza l'attenzione e diventa protagonista; così Loris Dogana realizza una banana che si trasforma in bomba, e Noba un carciofo che - con la sua nobiltà e purezza - eleva una semplice tela da elemento povero a fonte di ispirazione. La Pupazza, invece, rivisita in chiave pop elementi della cucina mediterranea, trasformando delle pere in tartarughe o rendendo il rosso del semaforo un sugo di pomodoro con cui condire la pasta.

Il cibo senza dubbio ispira negli artisti contemporanei stili diversi, e ciascuno con sfumature differenti evidenzia ora la nobiltà, ora la freschezza, ora la forma di un elemento essenziale della vita.

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