René Magritte

René Magritte

René Magritte (1898 – 1967) è stato uno dei più grandi pittori del Belgio è tra i massimi esponenti del surrealismo. È noto con il soprannome “le saboteur tranquille” per la sua capacità di insinuare dubbi nel reale, rappresentando soggetti apparentemente realistici che però stupiscono per dettagli misteriosi che conferiscono all’opera e all'oggetto stesso un significato nuovo e insolito.

Nonostante il suo approccio apparentemente giocoso alla realtà, la vita di Magritte è funestata da un terribile dramma. La madre infatti si suicida annegando nel fiume Sambre quando René ha solo quattordici anni. La donna venne ritrovata con la camicia da notte avvolta sulla testa, un’immagine che il giovane Magritte non dimenticherà facilmente, riproducendola in alcune delle sue opere più famose, sono clebri i suoi baci con le teste fasciate sa teli bianchi.

I primi anni della sua vita sono molto tranquilli, si diploma all'Accademi di Belle Arti di Bruxells, si sposa con Georgette Berger e lavora come grafico.

La sua vita cambia dopo aver visto su una rivista l’opera Canto d’Amore di Giorgio de Chirico. È così che Magritte decide di dedicarsi ad un’arte che rappresenti le idee e non semplicemente “l’estetica della realtà”. Nel 1925 realizza la sua prima opera surrealista: Le Jockey perdu (Il fantino perduto).

Nel 1926 grazie a Breton, teorico e leadre del movimento surrealista, Magritte tiene la sua prima mostra personale, la mostra però non riscuote successo di critica. questo evento lo spingerà atrasferirisi a Parigi con la moglie. Anche lì le cose non vanno bene perchè la galleria che lo aveva messo sotto contratto chiude improvvisamente e deve tornare a Bruxellls dove continua a lavorare come grafico.

Il suo stile artistico cambia bruscamente negli anni Quaranta, con la dominazione nazista. Per fuggire Magritte e la moglie si trasferiscono nel sud della Francia, a Carcassone. In questi anni l’artista realizza opere grezze, ironiche e ingenue, tanto che questa sua fase artistica è ricordata come "periodo vache" cioè "Il periodo vacca", probabilmente per il modo molto grottesco che aveva di rappresentare i volti. Anche in questo caso la critica non apprezzò.

La consacrazione arriverà negli anni Sessanta grazie ad un'importante rassegna al Museum of Modern Art di New York solo pochi anni prima della sua morte.

Il nome di Magritte è diventato celebre dopo gli anni Sessanta, con l’avvento della cultura pop. Il cinema, la musica e il fumetto hanno fatto spesso riferimento alle opere dell’artista belga: il Jeff Beck Group sceglie l’opera La camera d’ascolto (1954) per la copertina dell’album Beck-Ola, mentre la copertina del numero 41 del fumetto Dylan Dog, dal titolo Golconda, è chiaramente ispirata all’omonima opera del pittore, realizzata nel 1953.

Si può dire che al contrario dei grandi nomi della storia dell'arte contemporanea Magritte ha avuto una vita comune, che però aveva un'insolita capacità di trasformare il quotidiano in sogno surreale. Dandoci la possibilità di guardare gli oggetti più banali con occhi diversi.

La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione.”

(René Magritte)

1 elemento

per pagina
Imposta la direzione decrescente

1 elemento

per pagina
Imposta la direzione decrescente
PISACANE ARTE di Roberto Ungaro
 - Via Pisacane 36, 20129 - Milano
Tel. e Fax  02. 39521644
P. IVA 07851620968
galleria@pisacanearte.it