Franco Angeli

Franco Angeli, vero nome Giuseppe, è un pittore autodidatta ed è stato uno dei principali esponenti della Scuola di Piazza del Popolo di Roma.Angeli nasce a Roma il 14 maggio 1935 in Via dei Piceni nel quartiere di San Lorenzo, l’artista utilizzava il cognome della madre, Erminia Angeli, e non quello del padre, Gennaro Gennarini.Angeli inizia a lavorare già a nove anni per provvedere alle cure della madre malata: prima ai magazzini poi in una tappezzeria e infine in una carrozzeria, apprendendo l’utilizzo dei tessuti, delle sagome e dei ritagli, che riporterà poi nelle sue opere d’arte.

Non frequenta regolari studi d’arte, ma inizia a dipingere intorno al 1957 quando parte per prendere servizio come militare a Orvieto. Tornato poi a Roma, entra in contatto con lo scultore Edgardo Mannucci, amico di Alberto Burri, Angeli rimane profondamente affascinato dall’opera di quest’ultimo, ed inizia a cimentarsi nella pittura proprio nel suo studio.Si avvicina così all’arte astratto-materica ed informale, che lo colpì per la predisposizione ad utilizzare forme e materiali diversi.

Franco Angeli fu molto attivo politicamente, un aspetto fondamentale della sua vita e della sua arte. Si iscrisse al Partito Comunista, e proprio in questa occasione ebbe modo di conoscere gli artisti Tano Festa e Mario Schifano, tra il 1969 e il 1970 protestò contro la Guerra del Vietnam.Nel 1959 espose per la prima volta pubblicamente le sue opere, in occasione della mostra collettiva organizzata dalla galleria La Salita, insieme a Tano Festa e altri, nello stesso anno comparve sulla rivista Azimuth.

Sempre nello stesso anno iniziò a frequentare il bar Rosati, dove incontrò Renato Guttuso, Pino Pascali e Fabio Mauri. Successivamente organizzò la sua prima mostra personale nel 1960, sempre nella galleria La Salita, vinse poi un premio di incoraggiamento da parte del Ministero della Pubblica Istruzione. Nello stesso periodo prese parte ad un cortometraggio firmato da Mario Carbone, dal titolo Inquietudine, in cui spiegava la sua tecnica pittorica.      L’arte di Angeli è caratterizzata dalla presenza di inserti materiali come garze e veli, che ricoprono quasi tutta la superficie della tela e rendono poco visibile il soggetto, come fosse un ricordo lontano nel tempo.

Franco Angeli ha prodotto un numero cospicuo di opere, al principio della scelta di sperimentare l’arte con diverse materie, vi era anche l’intenzione di “sfogare” i traumi causati dal dramma della guerra che Angeli vide in prima persona.Una delle sue prime opere si intitola infatti Da una ferita scaturì la bellezza, in cui traspose i ricordi personali legati ai bombardamenti.

A partire dal 1964 Angeli iniziò a costellare le sue opere di nuovi simboli, questa volta provenienti dalla visione quotidiana dall’arredo urbano e dei ruderi antichi di Roma. Alla fine degli anni Sessanta, Angeli iniziò a spaziare verso altre forme d’arte come il video, la fotografia e le arti visive. La guerra del Vietnam divenne elemento principale nell’arte di Angeli, tra le tante opere riguardanti questo tema citiamo qui le più importanti: Università Americana (1967) e Corteo (1968), realizzate con la tecnica del reportage sociale, Anonimo euroasiatico (1969), Compagni (Giap e Ho chi Min) e Vietcong (1971). Le Esplosioni (1986) si inseriscono perfettamente nel filone delle tematiche sociali e di condanna della guerra che Angeli riprese nuovamente negli anni Ottanta. Nel 1986 pubblicò poi il volume La Porta rossa, frutto del prolifico contatto con i poeti neoavanguardisti italiani che già frequentava dagli anni Sessanta. Il libro presentava alcune sue litografie, in tutto 63, prese dal suo repertorio. Angeli morì a Roma il 12 novembre del 1988.

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