Mimmo Rotella

 

BIOGRAFIA:

Mimmo Rotella nacque a Catanzaro nel 1918. Dalla città natale si allontanò nel 1933 per dirigersi a Napoli dove conseguì la maturità presso l’Accademia di Belle Arti. Successivamente, nel 1945, decise di stabilirsi a Roma dopo l’assegnazione di un incarico presso il Ministero delle Poste. Costretto ad arruolarsi, lasciò la capitale per unirsi all’esercito, ma nel 1944 si congedò e venne assunto come insegnane di disegno presso una scuola della sua città.

La sua prima mostra risale al 1951, una personale in cui espose presso la galleria Chiurazzi di Roma. Nello stesso anno, presentò le sue opere anche a Parigi e ottenne una borsa di studio dalla Fullbright Foundation che gli consentì di trasferirsi negli Stati Uniti per frequentare l’Università di Kansas City.

Questo spostamento permise all’artista di incontrare personalità di spicco all’interno del panorama artistico statunitense quali Robert Rauschenberg e Jackson Pollock; in questo luogo esporrà poi le sue opere alla Rockhill Nelson Gallery. La tecnica artistica più nota di Mimmo Rotella, il “Dècollage”, verrà sperimentato per la prima volta, dopo il ritorno in Italia. Questo periodo rappresenta infatti, per la sua formazione artistica, un decisivo momento di riflessione determinato anche da una fase di crisi in cui l’artista giunge perfino ad interrompere la produzione pittorica.

La pratica del “Dècollage” adottata da Rotella, consiste nel ricomporre sulla tela frammenti di manifesti pubblicitari stappati per strada. Il primo manifesto lacerato verrà esposto nell’“Esposizione d’arte attuale” a Roma. Un’ evoluzione della tecnica adoperata inizialmente è rappresentata dal doppio dècollage, dove lo strappo caratteristico, viene effettuato in laboratorio. Questa innovativa tendenza sfocerà nella serie Cinecittà del 1958 in cui figurano le opere Eroe in galera, Tre minuti di tempo e Marylin calda.

Aderendo successivamente al movimento “Nouveau Realisme” ne contribuì fortemente lo sviluppo. Rotella in questo periodo modernizza ulteriormente la sua tecnica arrivando agli “Assemblage” inserendo nelle sue opere anche oggetti di riuso come tappi e frammenti di corde. Sempre più interessato all’”Affichisme”, nel 1965 Rotella a Parigi elaborò un progetto basato su una riproduzione in serie di immagini in negativo su tela emulsionata che assunse il nome di “Reportage”.

Successivamente, tra gli anni 1967 e 1973, si denota la realizzazione di “Art-type” cioè prove di stampa incollate sulla tela in libertà, che gli permisero di invertire il processo tipico dei suoi primi dècollage. Un tipo di produzione che Rotella aveva già sperimentato negli anni precedenti, riguarda la composizione di poesie e poemi poetici; la ripresa di questa forma d’arte lo fece giungere nel 1975 alla pubblicazione del suo primo disco dal titolo Italiano di poemi fonetici. Altra particolare elaborazione artistica di questo periodo consiste nell’accartocciare i manifesti per poi racchiuderli in cubi di plexiglas.

Nel 1980 l’artista si trasferì a Milano dove realizzò le cosiddette “Blanks” in cui i manifesti pubblicitari venivano coperti con fogli bianchi richiamando la pratica di coprire le pubblicità scadute. Interessato in una successiva fase alle sovrapitture ispirandosi al graffitismo, Rotella arriva a tracciare scritte anonime che richiamano le tags sui muri delle città. Durante gli anni Novanta, sarà presente al Centre Pompidou di Parigi, al MOMA e al Guggenheim di New York e al Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Rotella morì a Milano l’8 gennaio del 2006.

 

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