Ilaria Facci, Gli stracci di Atlante (Autoscatto), stampa lambda, carta opaca, 46x60,5 cm

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Coi nostri dolori sospesi

corpi sorretti

da menti coraggiose

Andiamo

laria Facci nasce a Roma e trascorre gran parte della sua vita in diverse città del mondo tra cui Buenos Aires, Erevan, Milano, Barcellona e Londra. A due anni e mezzo subisce l’enucleazione dell’occhio sinistro a causa di un tumore alla retina, il Retinoblastoma. Questo diviene un tema centrale nei suoi lavori fotografici, insieme a una grande attenzione per i Diritti Umani. Scrive Vittorio Sgarbi: “Ilaria Facci non è indifesa. È coraggiosa; ci affronta a corpo nudo, sottoposto a tensioni, torsioni, contorsioni, in una lontana memoria di Lucien Freud, e in una, più vicina, di Jenny Saville. Quei corpi si decompongono, o sono schiacciati; e resistono. Questi, di Ilaria, si sublimano, si trasfigurano, si fanno anime, come la Pietà Rondanini, sublime ultimo pensiero di Michelangelo; o foglie, come nell’Apollo e Dafne di Bernini […]”.

Ilaria Facci, Gli stracci di Atlante (Autoscatto), stampa lambda, carta opaca, 46x60,5 cm
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