Togo

Laddove il modernismo spinge verso la complessità, affondando nelle coscienze disorientate e in quella definizione spesso caotica della forma e del segno, l'arte di Togo si sofferma sul senso del luogo, sulla forza dello spazio e delle sue suggestioni. Spesso definito anticipatore della transavanguardia, Togo resta un mediatore autentico dei messaggi che il “genius loci” trasmette all'umano; i suoi colori, di fatto, sono ormai un archetipo dello stare, del fabbricare, dell'agire, dell'entrare in relazione con sé e con gli altri. La città che sale diventa allora nelle opere di Togo uno spazio che si dilata, si dissolve, assume nuove identità, rende partecipe l'osservatore: rincuorandolo, con il caldo del mediterraneo, anche quando, come dice Montale, “l'azzurro (del cielo) si mostra soltanto a pezzi, in alto”, sulla sua testa, nella sua anima.