Tiziana Vanetti

Il paesaggio è da sempre un bellissimo dialogo tra uomo e natura che l'arte ha più volte cercato di interrompere, per poi pentirsi e riprenderlo al più presto. Tiziana Vanetti, con un segno tutt'altro che accomodante, torna a riflettere sulla natura intesa come spazio vissuto ma, soprattutto, come spazio osservato che diventa espressione di sé. Più di ogni altro, il paesaggio è il soggetto che fa dire “io” all'artista, il quale lo impiega a sua volta come linguaggio per affermare se stesso e dare voce alla propria dimensione emotiva. Affrancata dal sublime, supportata da un segno deciso, di affermazione appunto, la natura dipinta da Vanetti è, direbbe Ritter, una natura che si rivela esteticamente all'osservatore: una natura che diventa puro oggetto estetico con il quale l'uomo deve imparare a fare i conti, dimenticandosi il pittoresco e affondando invece nella materia, nelle luci, nelle evoluzioni di colore che possono essere bellezza e inquietudine insieme. Le opere di Vanetti sono dunque un invito all'osservazione estetica, che riflette in un primo momento le grandi macchie di Turner per riconquistare subito dopo una identità propria sempre più decisa. Continua, sulle tele di Vanetti, quel dialogo bellissimo con cui l'uomo ha imparato a riconoscere la città come simbolo delle libertà civili e la natura come veicolo dei suoi sentimenti.