Interview

La rivista Interview viene fondata da Andy Warhol nel 1969. Quest'esperienza editoriale testimonia ancora una volta la capacità dell'artista di esprimere la sua creatività anche attraverso mezzi alternativi: dall'editoria, alla musica, al cinema.

Quest'ultimo è stato uno degli interessi costanti dell'artista: dal 1963 fino all'anno della sua morte realizza infatti un centinaio di film con la determinante collaborazione di Paul Morrissey. Di grande ispirazione per l'underground newyorchese, nelle sue pellicole viene abolita ogni forma di narrazione e di tempo, il taglio delle inquadrature è drastico, tutto è portato ad un minimalismo estremo. Spleep e Eat, i suoi primi film del 1963, riprendono gesti e situazioni elementari, come dormire per la durata di otto ore e mangiare. In Empire, del 1964, la macchina da presa tenuta sempre immobile inquadra la sommità del celebre grattacielo di New York per una giornata intera.

Fondamentale per il cinema di Warhol è il legame con la Factory: atelier, laboratorio, casa, ufficio, show-room dell'artista e del suo gruppo di lavoro. Fondata nel 1963, la Factory fornisce i soggetti di quasi tutti i film e i principali interpreti.

Il magazine Interview nasce proprio per promuovere il cinema underground e le varie attività della Factory. Inizialmente la rivista ha scarsi mezzi, ma nel 1973 viene rinnovata sia nell'impostazione che nella grafica e viene dato maggiore spazio all'attualità, allo spettacolo e alle sue star.

Interview diventa così quel punto di riferimento per gli amanti del glamour che continua ad essere tutt'oggi.

Le copie in galleria presentano in copertina la firma originale dell'artista e rappresentano dei veri e proprio oggetti di culto per i collezionisti.