Emilio Scanavino

Emilio Scanavino nasce a Genova il 28 febbraio 1922. Si diploma al liceo artistico e, terminato il secondo conflitto mondiale, inzia a lavorare per il Comune di Genova come disegnatore tecnico fino al 1950 quando, dopo il successo presso la XXV Biennale di Venezia, decide di dedicarsi solo alla sua arte.

Nelle sue prime opere è evidente il richiamo espressionista che si attenuerà dopo il soggiorno a Parigi nel 1947: la pittura di Scanavino a partire da questo periodo sarà contrassegnata da molte affinità con lo stile postcubista.

Dopo un soggiorno londinese nel 1951, il pittore si orienta verso una composizione maggiormente geometrica e meno figurativa. Tipici di questo periodo sono i soggetti legati alla vita religiosa, frutto della riflessione sulla forte fede cattolica della madre e sulla teosofia del padre che da sempre lo suggestionarono.

In questi anni il pittore entra in contatto con i capofila dello Spazialismo come Fontana, Dova e Crippa; del movimento Nucleare come Baj e Dangeloe; del gruppo Cobra come Corneille e Jorn.

Tra il 1953-54, l’opera pittorica dell’artista genovese si consolida in maniera più definita mettendo in luce la sua tendenza a realizzare uno spazio monocromatico all’interno del quale i segni si accavallano dando origine ad elementi informali. Dalla fine degli anni Sessanta l’evoluzione pittorica dell’artista assumerà la tendenza ad inserire sempre più frequentemente elementi architettonici come nicchie e porte all’interno delle sue opere.

Dopo numerosi successi e premiazioni sia in Italia che all’estero, Scanavino muore a Milano il 28 Novembre 1986.