Aligi Sassu

Aligi Sassu (Milano 1912 – Pollença 2000) è pittore e scultore. Molto vicino al movimento futurista, membro del gruppo di Corrente e convinto antifascista. La sua pittura è caratterizzata da toni caldi e accesi, ispirati all’atmosfera mediterranea della Sardegna (terra d’origine della sua famiglia). Nelle sue opere si coglie un forte impegno politico e sociale; i soggetti sono tratti dalla realtà e spesso reinterpretati con uno stile fortemente espressionista. Artista versatile e in continua evoluzione, ogni periodo creativo è influenzato dai cambiamenti della realtà che lo circonda. I protagonisti delle sue opere mutano nel corso del tempo: dai celebri “Uomini rossi”, ai cavalli, figure mitologiche, soggetti sacri, i ricordi dei Caffè di Parigi, le tauromachie. Si accosta all’arte futurista fin da piccolo: grazie alle conoscenze del padre, entra in contatto fin da giovanissimo con Carrà, Boccioni, Marinetti, e nel 1928 scrive il Manifesto della Pittura “Dinamismo e riforma muscolare” col designer Bruno Munari. Aderisce al primitivismo studiando Beato Angelico e Masolino da Panicale; a Parigi conosce la pittura di Matisse, Cezanne, degli Impressionisti e di Delacroix. A causa del suo attivismo antifascista, viene rinchiuso nel carcere di Regina Coeli a Roma e allontanato per lungo tempo dalla pittura. Dopo aver conosciuto Picasso e studiato i murales di Rivera e Orozco, nel 1954 inizia il suo periodo spagnolo. Compra una casa a Mallorca, inizia a dipingere tori e toreri e i colori si fanno più brillanti e luminosi grazie all’impiego dell’acrilico. Pittore ormai affermato, espone in tutta Italia e all’estero, viene insignito di un importante riconoscimento dalla città di Milano, “Gli uomini che hanno fatto grande Milano”, gli viene commissionato un murale in ceramica per il Parlamento Europeo a Bruxelles e viene nominato Cavaliere della Gran Croce dal Presidente della Repubblica.