Gustav Klimt

Gustav Klimt nato a Baumgarten, un sobborgo di Vienna, nel 1862, è tra i massimi rappresentanti dell’Art Nouveau (Jugendstil in Austria). È tra i fondatori, nonché primo presidente e personalità guida della Secessione Viennese (1897). Il suo stile, fortemente influenzato dal simbolismo europeo, si fa metafora del declino dell’impero austriaco, del fasto, dell’eleganza e della ricchezza dell’aristocrazia viennese che stavano precipitando verso lo sfacelo del conflitto mondiale. Tematiche di respiro universale (la vita, la morte, la donna, l’inconscio…) vengono espresse dall’artista con uno stile fortemente decorativo: figure stilizzate, floreali, leggiadre, sensuali, eleganti e ornamentali alla maniera dell’Art Nouveau accompagnate dall’impiego costante della foglia d’oro. Ottiene presto un grande successo, tanto che gli vengono commissionate svariate opere pubbliche e private in Europa. Tra le sue decorazioni più celebri ricordiamo Il Fregio di Beethoven realizzato nel 1902 per il Palazzo della Secessione, L’attesa e L’abbraccio (1905-1909) per la sala da pranzo di Palazzo Stoclet, dimora di un ricco finanziere di Bruxelles. A cavallo tra i due secoli si avvicina all’espressionismo, abbandona l’oro e le figurine in stile liberty e si concentra sulla tematica del paesaggio (vegetazione fatta di fitti e contorti intrecci) e sul ritratto femminile (donne dallo sguardo sensuale e malinconico che rappresentano la fine dell’era d’oro dell’impero asburgico). Si spegne nel 1918, anno in cui anche la sua amata patria crolla sotto i detriti del primo conflitto mondiale.