Loris Dogana

Loris Dogana è un artista crudelmente ironico e, malgrado glielo domandino in continuazione, non è uno Street Artist. Ha guardato tanti cartoni animati negli anni ’80 e ha dato il suo primo bacio negli anni ’90. Da allora non fa altro che disegnare l’umanità in tutte le sue coniugazioni, nelle sue speranze, nelle sue paure, e nelle trappole in cui tutti cadiamo durante il percorso della nostra vita. Nei suoi brutalmente eleganti bianco e nero, ritrae allegorie in cui le nostre abitudini e costrizioni sociali si sostituiscono alla nostra testa per mostrare le cose che siamo: oggetti pesanti e pensanti, corpi e manichini svuotati e ripetitivi come prodotti di consumo su larga scala. Gli eroi di Dogana non sono che sconfitti del sistema inglobante, tra malinconia e rassegnazione, e ritrovano riscatto nell'assurdità dell'esistenza bidimensionale della fantasia su carta, che scricchiola come assi di legno di un palco teatrale. Il suo modus operandi è una dissezione chirurgica dell’animo umano sotto forma di simboli Pop e, questo smantellamento degli alibi dietro cui ci trinceriamo, Loris Dogana lo definisce un atto d’Amore.