Carlo Domenici

Carlo Domenici (Livorno 1897 - Isola d’Elba 1981) è uno dei maggiori rappresentanti del gruppo livornese dei Labronici, fondato nel 1920 al Caffè Bardi, ritrovo storico dei componenti del movimento. Gli artisti del gruppo condividono uno stile ascrivibile al post macchiaiolismo; anche i soggetti rappresentati (la campagna e le marine toscane, contadini e animali al lavoro…) dimostrano come i labronici condividessero con i progenitori macchiaioli l’amore per la propria terra. Carlo Domenici, dopo una formazione accademica, si dedica alla pittura di macchia. Scene di vita agreste in cui si fondono naturalismo e piacere cromatico. La Toscana è sempre protagonista dei suoi paesaggi, in particolare tre zone della sua terra: la Maremma, con i suoi contadini e animali al lavoro nei campi, vicine per stile e tecnica al grande Fattori; capolavori dal sapore bucolico, in cui i toni caldi della campagna si fondono con i lineamenti duri degli uomini e delle donne che vendemmiano o trebbiano il grano. L’Isola d’Elba e le sue scene marine; dipinti in cui si colgono l’atmosfera e la brezza di mare attraverso toni vivaci e luci vibranti. Infine la sua amata Livorno, descritta con precisione di dettagli e forte emotività. Nel 1940 si trasferisce a Firenze ma non abbandona i soggetti a lui cari, tornando spesso nei suoi luoghi d’origine per ritrarre la sua campagna. Nel 1970 si stabilisce definitivamente all’Isola d’Elba e nel 1976 un ictus gli paralizza il braccio destro, impedendogli di proseguire la sua carriera pittorica con costanza. A gettare definitivamente Domenici nello sconforto è la morte della moglie. Unica grande soddisfazione degli ultimi anni di vita è la nomina a Presidente del Gruppo Labronico nel 1979, carica che ricopre fino all’anno della sua morte, il 1981.