Giacomo Balla

Giacomo Balla (Torino 1871 – Roma 1958) è stato uno dei padri del Divisionismo prima e del Futurismo poi, sempre interessato allo studio della luce e del movimento. Sposa le idee dei colleghi Marinetti e Boccioni fondate sulla fede nel progresso, rappresentata dall’automobile e dalla sua velocità, dalla città contemporanea e dal suo dinamismo; è a favore dell’azione, se serve anche violenta, contrario all’immobilismo e al non intervento. Dopo un primo inizio presso lo studio di un fotografo, si trasferisce a Roma, dove sviluppa la tecnica divisionista. Negli anni del conflitto mondiale sposa l’idea di Arte Totale, in accordo con i firmatari del Manifesto Futurista. La definizione che Balla da di arte totale è: “realizzare una fusione totale per ricostruire l'universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente”. Concretamente fonde pittura, scultura, teatro, musica, balletto, nella realizzazione di scenografie per opere di Igor Stravinsky; inoltre realizza oggetti d’uso comune e arredi e partecipa alle riprese di film futuristi. Artista molto vicino al fascismo, apprezzato da Mussolini, il quale gli commissionava addirittura alcune opere.